
La filosofia e' un concetto alieno alla cultura giapponese autoctona, o almeno lo e' stato fino ai primi incontri degli studiosi giapponesi con la scienza Europea. La "filosofia" era talmente qualcosa di indescrivibile che ci volle del tempo per trovare un termine, in lingua giapponese, che potesse descriverne il concetto, l'amore per il sapere ultimo. Cosi' Nishi Amane (filosofo giapponese, 1829-1897) venne fuori con la parola "Tetsugaku", che non e' proprio una traduzione letterale del termine. I due kanji che compongono questa parola sono infatti "tetsu" che significa "saggezza" e "gaku" che significa "scienza". La saggezza della scienza. Un'espressione che ricorda piu' l'epistemologia che la filosofia stessa.
Comunque, questo e' quanto ho appreso oggi, insieme al Samurai, nel nostro non breve viaggio nella rete alla scoperta della filosofia giapponese e del suo ruolo nella valutazione del suicidio nella cultura e nella societa' giapponese.
Un tema piuttosto pesante, sicuramente. Ma allo stesso tempo interessante. Credo anzi che il Samurai abbia scelto un soggetto molto stimolante, soprattuto per chi, come lui, ama cosi' tanto il Giappone ed allo stesso tempo ne ammira e ne teme le oscure contraddizioni.
PB